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5 dicembre: pigliate na pastiglia e senti ammmmè!

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farmaco

Pastiglie e pillole ecco gli oggetti di oggi.

Sono oggetti di grande attualità…. un po’ per il periodo dell’anno nel quale siamo, questa è infatti la stagione in cui siamo tutti esposti  all’influenza e alla brumestega e in famiglia ne sappiamo qualcosa, ed un po’ per l’epoca storica in cui viviamo.

La pastiglia per alcuni è un rimedio insostituibile,  per altri un’ausilio vitale… e nell’immaginario collettivo è quella cosa a cui ci affidiamo per far passare tutti i mali, anche quelli di cuore.

La canzone di Carosone così dice:

Canta Napoli.
Napoli in farmacia.
Eh eh.

Io cammino ogne notte,
io cammino sbarianno,
io nun tengo maje suonno,
nun chiudo maje ll’uocchie
e nun bevo cafè.

Va’ te cócca, siente a me!
Va’ te cócca, siente a me!

Na perziana ca sbatte,
nu lampione ca luce
e nu ‘mbriaco ca dice,
bussanno a na porta:
“Mm’arape, Cuncè’ !”
‘A tre mise nun dormo cchiù,
na vucchella vurría scurdá.
Gente, diciteme comm’aggi”a fá.

Pígliate na pastiglia!
Pígliate na pastiglia,
siente a me!

Pe’ mme fá addurmí,
pe’ mme fá scurdá
il mio dolce amor.

Pígliate na pastiglia!
Pígliate na pastiglia,
siente a me!

Pe’ mme fá sentí
come un gran pasciá
e mm’inebria il cuor.

Dint”e vvetrine ‘e tutt”e farmaciste,
la vecchia camomilla ha dato il posto
alle palline ‘e glicerofosfato,
bromotelevisionato,
grammi zero, zero, tre.
Ah!

Pígliate na pastiglia,
siente a me!

Dint”o scuro na gatta,
mastecanno na sarda,
doce doce mme guarda,
mme guarda, se struscia,
miagola e fa:

Siente a me, vatte a cuccá!
Siente a me, vatte a cuccá!

Só’ nu ciuccio ‘e carretta
carrecato d’ammore
ca se tira stu core,
stu core ca cerca la felicitá.
‘A tre mise nun dormo cchiù,
na vucchella vurría scurdá.
Gente, diciteme comm’aggi”a fá.

Dint”e vvetrine ‘e tutt”e farmaciste,
la vecchia camomilla ha dato il posto
alle palline ‘e glicerofosfato,
bromotelevisionato,
diddittí, bicarbonato,
borotalco e seme ‘e lino,
cataplasma e semolino,
na custata â fiorentina,
mortadella e duje panine
cu nu miezu litro ‘e vino,
nu caffé con caffeina,
grammi zero, zero, tre.
Ah!

Pígliate na pastiglia,
siente a me!

Credits
Writer(s): RENATO CAROSONE

Ora il post potrebbe già finire qui.

In realtà quello che stavo per pubblicare prima di questo era molto diverso ed era nelle intenzioni più sarcastico e pungente.

Ma il fato non vuole che io dica certe cose in questo blog e quindi, nel momento del completamento del post con le tag, e della sua pubblicazione…. il destino ha voluto che qualche bug di sistema di wordpress cancellasse tutto e mi impedisse di dire quello che veramente penso in merito ai  vari influencer ed heaters presenti nella rete, all’interno delle social community.  E quindi nuovo post e nuovo argomento ma l’oggetto resta lo stesso e il mal di testa invece aumenta e il mal di stomaco pure…

Per cosa direte voi, per il clima di tensione direi io. E’ quel clima che si respira ogni giorno anche solo leggendo i commenti di certa gente ad alcune notizie pubblicate in fb o in altri canali social, giornali on line inclusi.

Sembra che sia stata sdoganata l’idiozia e che a tutti sia permesso di dire tutto.

Scusate lo sfogo ma oggi ho assistito ad una lezione sulla comunicazione e da questo incontro ne sono venuto fuori molto turbato.

In primo perché da un’esperto in comunicazione non mi aspetterei la celebrazione di faccine, cuoricini e pollici in su, e in secondo perchè mi sono reso conto di quanto io viva fuori da un certo sistema. Non conosco le pubblicità, perché non guardo la tv,  non faccio acquisti al supermercato inseguendo gli slogan pubblicitari o le promozioni, non condivido post e laiko a cacchio, qualsiasi immagine riceva sui miei profili, non uso nemmeno gli emoj, con un sense, ma solo perché ci si aspetta che lo faccia.

Si ammetto che mi sento molto un protagonista di un’altra epoca e sinceramente alla frase del docente ” chi non comunica non esiste”(inteso nella rete)….. io non credo molto!

In realtà molte cose che questo docente ha presentato durante la sua lezione non mi sono sembrate così sensazionali e risolutive. “La comunicazione efficace ideale e perfetta non esiste….” questa è l’unica frase pronunciata dal professore con la quale sono d’accordo.

Ora venendo alla conclusione… non saprete mai cosa volevo scrivere nel post cancellato, in merito alla comunicazione, alle community, ai social, alla propaganda di certi politici etcc. etcc.. , ma una cosa  la sò: pensare troppo al modo giusto di comunicare e di presentarsi a tutti e in tutte le occasioni mi fa venire mal di testa.

Il professore oggi diceva ” tutto è comunicazione” … e forse è questo il problema. Vogliamo sempre cercare di capire il modo giusto di comunicare con gli altri preoccupandoci di come questa comunicazione arriverà se sarà corretta ed efficace.

Stiamo attenti a come incrociamo le braccia, a come usiamo le intonazioni, alle espressioni corrette a cosa diciamo o non diciamo  etc etc. mentre quelli che oggi vengono definiti grandi comunicatori, lo sono solo perché urlano più forte e se ne fregano sia di cosa dicono che di come lo fanno.

Oggi è così : chi più urla, più  si fa sentire e più ha visibilità ….specialmente sui social vari.

Non sono d’accordo  con il professore della lezione di oggi, che le organizzazioni  del terzo settore dovrebbero adottare gli stessi sistemi e linguaggi dei grandi marchi per promuovere le loro campagne.

E’ vero come dice lui che gli enti del terzo settore sono diversi dalle grandi aziende commerciali che vendono la loro social attitude, noi abbiamo quello che loro non hanno, ma non è come dice lui “la mission sociale”,  in realtà le organizzazioni no profit hanno un’etica diversa, quella che spinge a dare senza aspettarsi in cambio nulla. E’ un principio di solidarietà e di umanità che nessuna campagna promozionale sarà mai in grado di trasmettere. E’ uno spirito che o ce l’hai oppure no e non importa quanti soldi hai per comprarti un’immagine solidaristica, se sei vero o fake  la gente lo capisce.

Detto questo vi lascio con una pillola di saggezza:

Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano.
(Paulo Coelho)

Sò che sono arrivato al limite oggi con il calendario dell’avvento ma ci sono come promesso!

A DOMANI

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