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19 dicembre: sperando non sia un giorno di malanni……ma abbiamo cominciato bene!

Oggi mi metto a scrivere di mattina presto. Sono in piedi dalle sei meno dieci e ho già combinato la mia! Quindi immagino che dietro la porticina di oggi troverò:

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MALANNI o GUAI

Come si può iniziare bene una giornata così? Rompendo qualcosa di prima mattina per pura distrazione. Direte può capitare se sei un pelo addormentato, inoltre le cose si riparano o si ricomprano. Su questo posso in parte essere d’accordo del resto una cosa riparata ha sicuramente dalla sua il fascino della cicatrice che la rende vintage e vissuta ma non torna comunque come prima. C’è inoltre il caso di una cosa che si rompe in malo modo, in maniera tale da non permetterne la riparazione, nemmeno in parte. In tal caso l’oggetto si butta, non lo avete più ( cosa grave se vi serviva proprio quel giorno) e avete contribuito quindi alla produzione di  rifiuti sul pianeta. Potrebbe andar peggio di così? Certo mettiamo che l’oggetto non sia nemmeno vostro…. (momento di riflessione) …… beh anche in questo caso possiamo trovare un motto adeguato: chi rompe paga e i cocci sono suoi!. Questo a mio avviso è lampante, non è nemmeno in discussione, sono cresciuto con questo senso di responsabilità. Mi è stato insegnato fin da bambino quando, dopo essere stato investito da una macchina ( per fortuna senza danni….apparenti almeno!), per una mia distrazione, mio padre volle che ripagassi, con la mia paghetta, i danni alla macchina del signore al quale avevo rotto il paraurti.

Purtroppo però ci sono cose che anche se riaggiustate o rinsaldate, difficilmente tornano come prima: ad esempio la fiducia nell’altro. Le relazioni non vi è modo di ricomprarle o ricrearle e la cosa che mi dispiace di più in questa situazione è non mantenere la parola data e la consegna ricevuta: mi raccomando te lo presto ma…..

Ora sarete curiosi di sapere cosa ho rotto….per correttezza non lo scriverò qui, non ora almeno, non prima di averlo comunicato al diretto interessato. La giornata è appena incominciata e spero fortemente che le mie distrazioni finiscano qui. Cercherò di essere più centrato e attento, abbiamo davanti una luuuunga giornata, in piazza ad Oderzo, nella casetta di Natale dove, con la nostra iniziativa “Che fine ha fatto Babbo Natale”, continueremo ha raccogliere fondi, per le popolazioni alluvionate del paese di Rocca Pietore nel Bellunese. Distribuiremo the caldo, panettone, pandoro e biscotti grazie anche alla partecipazione straordinaria degli studenti di Engim, la scuola di Panificazione e pasticceria dell’istituto Brandolini Rota.

Nel pomeriggio ci sarà il laboratorio di Babbo Natale, per tutti quei bambini che vogliono dare una mano a LUI nel pensare nuovi giocattoli e che vogliono scrivergli una letterina, che noi poi consegneremo in vista della sua visita di sabato 22 dicembre sempre presso la casetta di Natale.

Vi aggiornerò a fine giornata sul come è andata e speriamo di non dovere anche aggiornare la lista dei malanni!

 

 

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