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ancora 19 dicembre: resoconto dei malanni o guai della giornata.

Sembrerebbe che la giornata volga al termine e quindi posso terminare il resoconto dei miei malanni combinati, sperando di non rompere qualcosa dirigendomi a letto!

Per concludere il post precedente vi svelerò quale oggetto ho distrutto stamattina e come.

L’oggetto in questione è:

source

 

Thermos-Caraffa-Airpot-Max-19Lt-Inox-DISTRIBUTORE-BEVANDE

un thermos tipo Airpot prestatomi dalla Pro Loco di Oderzo, alla quale va tutto il mio dispiacere e rammarico per la mia maldestria.

Il fatto è accaduto all’alba, nel furgone che stavo guidando, a causa di una mia improvvisa frenata. Il Thermos appoggiato sul sedile passeggeri veniva proiettato sul pavimento del mezzo ed esplodeva ai miei piedi con un fragoroso crash!

Non mi ricordo cosa ho pensato sul momento, ma inizialmente non avevo capito cos’era successo, poi guardandomi le scarpe  la sorpresa era lì a pochi centimetri dal tappetino del guidatore.  Dovete sapere che quando esplodono, questi thermos, vanno letteralmente in mille pezzi e il vetro della camera termica e molto sottile, fragile e a specchio. L’effetto quindi, della deflagrazione del thermos sul pavimento del cassone del furgone, è stato quasi come l’esplosione di uno specchio. Vetri ovunque e un sbrilluccicare di frammenti a specchio da per tutto.

Spero di aver reso l’idea.  Quindi vi domanderete  ora, cosa ho fatto dopo il fattaccio. Semplice…mi sono preso le mie RESPONSABILITA’ e sono andato a ricomprare un thermos simile (costo € 12,90).

La parola qui sopra in maiuscolo, grassetto e colorata di rosso è il leitmotiv della giornata e il vero argomento di tutta la questione.

Prendersi le proprie responsabilità è infatti una prassi non molto comune oggigiorno, a nessun livello: privato e pubblico.

Si cerca ormai in tutti gli ambiti di scaricare su altri le proprie responsabilità e questo ci solleva e fa stare tranquilli. Questo processo di lenta deresponsabilizzazione della società ha una storia lunga e ci ha portato al punto della nostra storia.  Non è mai colpa nostra…questa è la realtà che spesso ci raccontiamo. L’ambiente è inquinato ed è colpa delle grandi industrie e di chi dovrebbe controllare, non c’è lavoro ed è colpa degli stranieri o delle aziende che schiavizzano i lavoratori, non c’è giustizia ed è colpa di chi ci governa, delle forze di polizia e del sistema giudiziario.  A loro volta tutti questi protagonisti che ho qui sopra citato, scaricano le colpe vicendevolmente l’uno sull’altro e su quelli che li accusano.

In seguito al gioco dei rimbalzi, la colpa dei vari malanni non è mai di nessuno.

Non vorrei che pensiate che sono troppo pessimista, non tutto il mondo gira così e non tutte le persone vivono scansando le proprie responsabilità. Anzi molti si sobbarcano anche le incombenze di altri rispondendo per loro.

Spesso questa spinta altruistica a prendersi le colpe per gli altri e a correre in difesa di chi ha subito un torto la troviamo nel mondo dell’associazionismo e del volontariato dove a volte non è il fine a giustificare i mezzi, ma bensì, sono i mezzi che delineano il fine.

Nelle associazioni no profit in generale spesso si incontrano persone piene di senso di responsabilità e di amore per il bene comune. L’Italia è ricca di organizzazioni di volontariato, onlus, cooperative, associazioni ed enti no profit, un enorme bacino di persone responsabili e volenterose a cui attingere per rimettere in sesto il paese.

Purtroppo questo mondo di volontari si scontra ormai da anni con la logica della deresponsabilizzazione di cui parlavo prima: nei comuni, nei servizi, nelle imprese pubbliche e private e via dicendo…. un pensiero distruttivo comune che spesso ingabbia ,chi volenterosamente vuol darsi da fare per un territorio, ed è costretto ad avere a che fare con l’indecisione di chi dovrebbe prendersi a carico la questione e non lo fa                 ( burocrati ingessati e passacarte in generale).

Se è vero che tutti siamo chiamati a fare la nostra parte per migliorare la nostra realtà e il mondo allora è il caso che tutti lo facciano a partire dalle responsabilità di propria competenza.  Se tutti lo facessero senza rivolgersi a qualche d’un’altro più in alto nella gerarchia, molte cose verrebbero rese più semplici, snelle e sicuramente le cose inizierebbero a cambiare e per tutti.

Per iniziare basta poco, magari incominciando da un thermos!

 

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