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Biennale Di Venezia : PADIGLIONE ITALIA requiem

Ri posti-amo articolo e posizione del MO.I.R.A.

Curioso/a è stato rendersi conto, una volta tornato/a a casa dalla visita ai Cari Estinti Artisti, di quanto un padiglione come quello Italiano,all’entrata del quale la scritta “L’arte non è cosa nostra” suonava più affermativo che provocatorio, descrivesse in maniera perfetta la condizione storico,culturale,sociale ed economica della nazione rappresentata.
Non v’è dubbio alcuno che il kaos, la smania di esserci, la povertà di mezzi e idee siano state in parte causa del confuso concetto allestitivo, che pervadeva l’intero padiglione……..in realtà a tale risultato si è giunti proprio per ragioni opposte a quelle sopracitate.
l’italia è un paese ricco di creatività,di artisti, di idee,di arte e di cultura. Proprio il surpluss di questi a scapito delle occasioni offerte per proporsi, sempre deficitarie, sono/a convinto/a abbiano inciso parecchio sulla scelta di molti ad intervenire, pensando magari, in buona fede, che questo fosse anche un modo giusto per manifestare l’insoddisfazione, il dissenso e l’incazzatura di chi, pur avendo qualità, si ritrova sempre surclassato da mentalità lobbystiche, esterofile e di casta.
Purtroppo l’Italia è così: na caciara continua, invidia provinciale, voci e strilli da mercato rionale, eppure poi tutto finisce a tarallucci e pastarelle e chi se visto se visto……..Fra due anni tutti si dimenticheranno della CAPRA Sgorbia e del suo supermercato con le cassette della frutta e gli artisti venduti al kilo. Del problema culturale Italiano si ritornerà a riempire i salotti buoni, appunto trangugiando pastarelle col the,che fa molto “inglisssh” !
La provocazione sono convinto/a colpisca solo chi è bersaglio della stessa, in tal caso le lobby e un certo tipo di intellettualismo snob sono state al centro della critica di questo padiglione. Purtroppo però a visitare la biennale non ci và solo il gota della cultura bensì, essendo questo evento internazionale e “trans-popolare” il risultato ottenuto non ha per niente colpito chi doveva esserlo, bensì a danneggiato chi si aspettava magari un’esperienza più dialettica e arricchente . Il bersaglio è stato mancato di brutto. Il Tutto si è risolto in una bolla mediatica -pubblicitaria che ha portato molti a guardarlo manifestando un dissenso e un disagio generalizzato, questo ha fatto parlare del padiglione anche chi, senza cognizione di causa, non lo aveva nemmeno visto.
L’immagine fornita dal SUPERMARKET “SGARBI’ “è quello di un paese confuso, caotico, iper-immagini Fitto, iper-icono Casta, neoNepotico. Un padiglione dove il vero stile Italia-Pizza-Mandolino e Spaghetti la fa da padrona: si chiede a qualcuno di Raccomandare qualc’un altro in virtù di qualità supposte o reali(anche parentiformi magari). A fronte di ciò si può solo immaginare come siano stati scelti gli intelletuali neo-mecenati di turno: magari a tavola durante una cena tra un boccone, due chiacchiere e un bicchiere di quello bono. Pur accettando le buone intenzioni e i buoni propositi di protesta ,ne viene fuori che forse forse se “L’arte non è Cosa Nostra” tanto male non è.
Unico dispiacere personale è non ricordare nessuno degli artisti presenti, ma ritrovarmi partecipe di una discussione che non mette questi al centro dell’attenzione: si discute della forma e non dei contenuti, anche perchè in mezzo al kaos distinguere la qualità diventa opera molto ardua.
Forse è il caso di ripensare tutto il sistema Arte e Biennali e ritornare ad appropriarsi di spazi più partecipativi e democratici, fuori da logiche di mercato e senza cercare di sostituire una lobbye con altre nuove o giovani…..un Arte a disposizione di tutti, comprensibile o spiegata, democratica nell’accesso al fare e al comprare (perchè no…!). Un ‘arte che scenda nelle piazze, nelle strade, che possa dare una nuova visione del mondo. Che rivoluzioni il concetto di globalizzazione allontanando lo spettro dei nazionalismi, degli estremismi e di tutti gli ismi possibili ……..Un anti Futurismo che veramente porti l’umanità in un futuro, dove tutti possano essere artisti di se stessi.
L’Arte salverà il Mondo….solo se avrà il coraggio di cambiare se stessa, di essere rivoluzionaria e di scatenare l’evoluzione dell’uomo e dei popoli.

MOvimento Indipendente Rivoluzionari Artistici.

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