australia · feedback · http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post · moduli · università

Diario d’Australia 5: unfolded edition

Credo sia giunta l’ora di aggiornare il Diario d’Australia. Da casa giungono pressioni in favore di un racconto circa il mio viaggio pasquale, piccola epopea che serberò sempre nel cuore. Certamente potrei raccontarvi di come abbia preso la macchina e improvvisato un percorso di circa 2000 km fino al South Australia (e ritorno), ma non credo che gioverebbe all’aura di mistero che pare sia già calata intorno a quelle vicende memorabili. Insomma, potrei parlarvi della mia fuga dai Grampians, tallonato dai temutissimi bush fires; potrei aggiungere che tale speditezza mi cacciò in una situazione ben peggiore, con fulmini in lontananza, pioggia mischiata a terra e, dopo il diradarsi delle nubi, una vera e propria tempesta di polvere che mi inchiodò definitivamente presso Hopetoun– piccolo villaggio che della Speranza ha solo il nome.
Era il Venerdì Santo, che qui chiamano Buono (Good)… forse perché di buon auspicio. Il Sole, in effetti, parve oscurarsi intorno alle prime ore del pomeriggio e la mole dei granai, monoliti isolati che dominano l’eterna pianura, non era sufficiente a garantirmi uno schermo sicuro dalle raffiche di vento. Prese di sabbia urtavano ripetutamente i finestrini della mia Hyundai Excel color verde indefinito.
“Il sole si oscurò” (Luca, 23:45)
Riprendendo il filo del discorso – perdonerete il tono colloquiale – dicevo che potrei parlare di tutto questo, ma per ora voglio dedicarmi ad altro. Il blog impone una sfida ben differente, cioè quella di raccontare non i trionfi occasionali, bensì l’avventura alternativa che sempre mi accompagna – ossia la mia quotidianità australiana.
Aula ELT 6, La Trobe University
Eccomi dunque, Martedì 15 Maggio 2012, di fronte alla classe di Critical thinking. Il sottoscritto è per la prima volta dall’altra parte della barricata. Zeno Cosini glosserebbe: “U.S.”… non a torto.
Il compito che mi attende è tuttavia triviale. Norva mi ha incaricato di gestire la distribuzione dei feedback forms (i moduli di gradimento), da compilare in quindici minuti.
Prendo posto nell’aula-teatro. Ultima fila. Attendo l’ingresso della Professoressa, stringendo a me i moduli e la busta gialla. Aspetto: la Prof non arriva. Mi attanaglia un dubbio: in Australia esiste il quarto d’ora accademico?
Ci penso bene, perché è strano che il professore d’informatica che mi ha preceduto abbia usato tutto il tempo a sua disposizione. Butto l’occhio sulle istruzioni affidatemi. Capisco: docente e tutor non devono essere presenti durante la compilazione… questo significa che mi toccherà fare tutto da solo!
Scendo le scale, ma non come Wanda Osiris. Mi piazzo al centro del salone, dando le spalle alla cattedra. “Se per favore potete ascoltare un attimo…”. Ridono e chiacchierano. Gli stronzi ridono e chiacchierano!!! Sfodero il mio inglese peggiore (pessime performance nei momenti di tensione) e spiego in breve che Norva sta ritardando perché adesso si compilano le feedback forms. Hanno capito. Prima, però, dovrò leggere a voce alta alcune frasi: “Questo questionario è anonimo… il gruppo di valutazione aprirà la busta solo dopo l’assegnazione dei punteggi… bla, bla, bla…”. Finisco, circondato da un silenzio imbarazzato… salgo le scalette centrali e inizio a distribuire i fogli, ma ci sto mettendo troppo tempo! Risolvo di darne un pacco a ciascuno e che siano affari loro. Prego, restituitemi quelle bianche o quelle che non volete compilare. La compilazione non è obbligatoria. Avete quindici minuti.
Ora sì che posso andare in cattedra e schierarmi in trincea! Tiro un sospiro di sollievo e accendo il computer, tanto per controllare l’ora. Sono in ritardo di 10 minuti, ma Norva ha due ore di lezione, perciò non è un problema grave.
Per fortuna sono rapidi. Iniziano a consegnarmi le prime schede dopo poco. Gliele faccio mettere su un banco in prima fila, tanto per mostrare che non le sbircio. In effetti, il nucleo di valutazione m’è parso un po’ fiscale su molte regolette e, visto che qui le Università sono gestite come delle imprese, voglia mai che qualcuno si lamenti o faccia un esposto per una procedura non rispettata! I maledetti mi hanno in pugno.
Solo pochi perfezionisti si attardano a riempire la domanda a risposta aperta. Mi ricordo invece com’era a Pavia: “Prima di uscire, se volete, raccogliete le schede, compilatele e non restituitemele. Portatele direttamente in segreteria”. Bella lavata di mani, ma funzionava! Ora, invece… ma che fa questo qui? Cazzo, ha piegato la scheda!!!
“Chiedo venia, ma non la posso accettare.” “Ma che…?” “No, guarda, sul serio. E’ la regola: non devono essere piegate in modi strani. Credo sia per via dell’anonimato. Sai, come quando si va a votare”. Ci penso sopra, poi aggiungo – quasi tra me e me: “Ah, beh… In Australia avete solo il voto elettronico”.
Lachlan, in un momento di relax
Un quarto d’ora dopo, in ufficio…
“VERAMENTE gli hai detto così?” Mi chiede Brook, trattenendo le risate. Annuisco sconsolato. Che figuraccia. Mi scuso. Lachaln, tuttavia, interviene in mio soccorso: “Tranquillo. Avranno pensato che lo hai fatto perché sei uno stronzo… e va bene così. Sono studenti ed è quello che si meritano”. Tutti annuiscono e convengono che è sempre meglio tenerli sulle spine. In sostanza, non ho fatto né bene, né male.
Quasi mi rinfranco. Nulla di irreparabile. La compilazione si è conclusa con qualche minuto d’anticipo. Ho raccolto le schede rivolgendomi a tutti con molta cortesia: “Spiacente, signora, ma sono costretto a ritirare il modulo”. Infine, ho verificato assieme a uno dei presenti che la busta fosse ben sigillata.
Recatomi da Amanda, segretaria di Dipartimento, le faccio presente che sì: ho fatto ri-compilare un questionario a uno studente. Come dire? L’aveva piegato e sul regolamento c’è scritto che i moduli devono essere intatti e senza pieghe.
Anche Amanda ride: “Beh, se te lo danno ripiegato, tu limitati ad aprirlo e infilalo nella busta”.
You know… Aussie Rules.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...