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Li prendo a calci tutti! – Lavorare nel sociale per le cooperative sociali!

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Vi racconto una storia bizzarra, ma non troppo, anzi è una quelle storie riguardanti alla realtà lavorativa del nostro paese. Premessa necessaria: lavoravo presso una cooperativa sociale come lavoratrice dipendente con la mansione di educatrice con contratto indeterminato. Il giorno di Pasqua pochi minuti prima di iniziare il mio turno di lavoro sono scivolata per le scale di casa e ritenendo il mio malessere poco serio mi sono recata sul posto di lavoro, lavorando per tutto il turno. Il dolore al piede era accentuato ma non pensavo si trattasse di una frattura, per farla breve mi sono fratturata il metatarso e ho dovuto inserire placca e chiodi. Ora ho un piede bionico per prendere a calci chi voglio!
Ebbene fine giugno arriva una lettera raccomandata presso la mia abitazione, che non ho ritirato direttamente dal postino perché mi ero recata dal medico per farmi prolungare la malattia, il mio superpiede non era ancora pronto per dare calci! Malattia prolungata per altri 20 giorni e lettera di licenziamento ritirata!
Ebbene si, sono stata licenziata con una semplice lettera raccomandata con il seguente oggetto: licenziamento per superamento periodo di comporto. Certo nulla da ridire il comporto l’ho superato come previsto dall’art. 70 del CCNL delle Cooperative Sociali, ma la questione è di natura etica. Le cooperative sociali ONLUS dovrebbero avere un’attenzione particolare per le persone e i rapporti umani, ma ciò non si verifica perché queste “società per azioni”si mascherano sotto la veste di cooperativa sociale perseverando i diritti e i privilegi dei pochi eletti che dirigono queste grandi imprese. Se pensate che la cooperativa per la quale lavorava ha circa 5.000 soci dipendenti e lavora in appalto in quasi tutt’Italia, i presupposti della cooperazione e del sociale sono svaniti! Per lavorare devi divenire socio con quote sociali di circa €1.500-2.000 (a fondo perduto) e l’assunzione con contratto indeterminato è sempre più difficile da ottenere e lo stipendio medio per ore 40 settimanali si aggira attorno ai € 1.100-1.200; i contratti sono determinati di tre mesi, quindi acquisti un lavoro sottopagato e sottostimato. La legge lo permette e come già molti hanno affermato le cooperative sociali sono il braccio armato di questo stato poco tutelante: i lavoratori lavorano a condizioni sindacali minime e gli assistiti non sono tutelati e seguiti come dalle strutture statali.
Ora mi ritrovo nel cammin di mezz’età con due lauree e un Master e disabile, senza diritto a nulla logicamente, perché la commissione d’invalidità civileha giustamente approvato il 19/02/2014 solo il 68% d’invalidità, quindi non rientro nemmeno nella tutela della L. 104/92. Fine della storia: quali prospettive??? La disoccupazione??? Forse non ne ho diritto, sono in attesa di risposte da parte dell’INPS. Trovare una nuova collocazione??? All’ufficio dell’impiego già mi hanno detto che sono troppo formata e quindi??? Accattonaggio??? Emigrazione??? Ma chi saprà per il momento penso a rimettermi completamente con la salute: il piede bionico è pronto per i calci il resto si vedrà!
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