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LETTERA APERTA al Ministro Stefania Giannini e alle Famiglie con figli disabili

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La riforma della BUONA SCUOLA è in atto, ma diverse sono le perplessità soprattutto rispetto alla presa in carico degli alunni con disabilità.
L’esperienza delle convocazioni per insegnare è una di quelle situazioni nelle quali si percepisce quante difficoltà abbia la riforma a decollare, soprattutto per quanto conerne il reclutamento (art.1 commi 180 e 181).

La BUONA SCUOLA parte senza l’abbattimento di un handicap vergognoso: la scelta degli insegnati di SOSTEGNO. A un mese e più dall’inizio della scuola, l’organico scolastico non è ancora a regime e per definire il completamento dello staff si procede alle CONVOCAZIONI. Quest’ultime danno la possibilità, agli iscritti in II e III fascia ad avere un contratto a tempo determinato per posti di personale docente per scuole secondarie di secondo grado.
Nel Veneto, per accedere alle cattedre, è indispensabile rispondere alle differenti convocazioni organizzati nei vari comprensori territoriali. Gli aspiranti docenti, per essere convocati, si sono iscritti preventivamente nei differenti istituti tramite istanze on line nel portale del MIUR.

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Una flotta di laureati e diplomanti ITP, con o senza esperienza, provenienti da diverse parti dell’Italia, si presentano alle convocazioni con la speranza di accedere ad accaparrare un lavoro anche se precario. Volti speranzosi, volti stanchi, volti infastiditi, volti disincantati, volti rabbiosi, volti perplessi ma tutti in attesa per lunghe ore affinché il proprio nome venga menzionato.

Quando, da un altoparlante, si sente pronunciare il proprio nome, si assiste a piccoli e grandi movimenti e si possono ascoltare mormori e frasi spesso molto inquietanti come ad esempio: “ SE NON C’E’ POSTO PER LA MIA CLASSE DI CONCORSO, MI PRENDO UN SOSTEGNO!” oppure “MA SOSTEGNO NE E’ RIMASTO?” oppure “ Ma chi sono questi ITP che si sono presi tutti posti per il SOSTEGNO?”

Si scopre tristemente che chiunque può essere insegnante di sostegno, non servono particolari abilitazioni o esami particolari di didattica o pedagogia speciale o avere delle esperienze specifiche con la disabilità, importante è essere iscritto nelle II e III fascia. É vergognoso pensare che semplici diplomati ITP possono essere in grado di occuparsi rispettosamente dell’insegnamento a ragazzi con disabilità, in un’ottica di inclusione come previsto anche dalle varie normative. Si specifica che sono tanti gli studenti che hanno bisogno di professionisti specializzati nel sostegno come ad esempio gli alunni dislessici, gli iperattivi, alunni con Dsa, autistici, ritardo mentale, problemi comportamentali, disturbi psichici ecc.

La situazione brevemente descritta non può definirsi come passi svolti in avanti anzi…. Anche a livello politico qualcuno si sta occupando di questa situazione ed è l’On. Pannarale (Sinistra Italiana) che la definisce: “Una intollerabile vicenda ai danni di ragazzi e ragazze disabili ai quali, in mancanza di docenti specializzati sul sostegno, vengono assegnati insegnanti con il solo possesso di diploma di istituto tecnico o professionale”.

“La ministra Fedeli – prosegue l’esponente della Sinistra – ponga fine a questa scandalosa vicenda e mostri rispetto per gli studenti con disabilita’ e le loro famiglie. Lo faccia per la professionalità dei docenti e per la qualità del sistema di integrazione scolastica”. ricorso ITP

Concludo con questa semplice domanda: Tu, famiglia con un figlio che ha delle difficoltà, sei contento che tuo figlio sia affidato ad una persona impreparata???

Personalmente trovo questa situazione inammissibili in un paese come il nostro che è stato pioniere nell’integrazione scolastica e nell’inclusione; oltretutto abbiamo differenti persone laureate e preparate per svolgere questo importante lavoro in rispetto dei diritti umani e alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Dott.ssa Marzia Val

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