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BAR ATTO : Scambio, Autoproduzioni, Solidarietà, Associazionismo

se vi dicessi…….che l’era del soldo volge al termine, mi dareste sicuramente del pazzo!
Molto probabilmente mi troverei concorde con la vostra analisi, pur restando profondamente coerente  con me stesso nel professare la mia eresia. Ebbene si miei cari lettori svuotate le tasche dei vostri futili ultimi spiccioli, date fuoco al vostro materasso di risparmi perchè ci crediate o no la fine della moneta come siamo stati abituati a  concepirla volge al termine. Questo potrebbe causarvi scompensi , indubbiamente preoccupazioni, attacchi di panico e crisi di violento delirio consumistico, in realtà questa, che alcuni considererebbero una enorme catastrofe, dovrebbe essere vista come l’occasione di un nuovo inizio per l’umanità. Possiamo finalmente riappropriarci delle relazioni umane, ridare senso e valore alle abilità dei singoli, ripianificare una società più equa e solidale.E quale sistema economico può permettere tutto ciò? La risposta è semplice quanto banale: dobbiamo intraprendere un’Atto collettivo che ci riporti alla scoperta del semplice scambio: riferito non solo a quello materiale, di oggetti più o meno utili, ma alla parola, ai favori, alla solidarietà. Ripensare insieme un mondo che sia sostenibile non solo per  un eco  di ambientalistitica memoria, ma che lo sia per le genti che verranno dopo di noi, e che molto probabilmente si troveranno a ricostruire dalle macerie un mondo che , seguendo questa deriva economica e politica andrà presto in rovina. Avrei adesso potuto parlare al passato, usanto un modo più pessimistico per descrivere la nostra attuale situazione, ma mi è stato insegnato che finchè c’è vita c’è speranza e quindi mio malgrado soffro della sindrome del bicchiere mezzo pieno. Segnali di cambiamento di rotta se ne trovano a milioni: in campo produttivo, di comportamenti solidali ed ecocompatibili ed è pur vero che molto resta da fare per migliorare la vita di tutti su questo povero pianetino sperduto nell’universo. Eliminare i nazionalismi, abbattere barriere culturali e religiose, ripulire aree ormai cronicamente rese discariche dagli interessi di pochi e dall’indifferenza di molti. Una carta dei diritti dell’uomo esiste, fu scritta tanto tempo fà e mai applicata fino in fondo proprio perchè la sete inestinguibile di alcuni, ha provocato l’affamamento e la rovina di intere parti di questo pianeta. Sono gli interessi, i soldi, la brama di potere, e purtroppo a volte anche una cultura al servizio di questi prevaricatori e oppressori la causa di tutto. Lavoriamo, per produrre cose a volte inutili che vendute a noi stessi  ci danno i mezzi economici per comprare altre cose inutili che ci costringono ogni giorno ad andare a lavorare per essere prodotte: non vi suona un pò strano tutto ciò, siamo diventati schiavi degli oggetti che produciamo. Se ogni uomo si accontentasse di quel giusto che gli permetta di vivere e stare bene, di colpo tutto il superfluo verrebbe meno. Certo una visione così radicale è utopistica; del resto chi non vuole mettersi in coda per quattro ore fuori da un negozio per comprare tra gli applausi l’ultimo modello di telefonino: quelle, non fatevi fregare, sono le acclamazioni e le esultazioni dei proprietari di quell’azienda compiaciuti della stupidità dei loro clienti-: bravi bravi venite a comprare , a noi costa 10 e a voi lo vendiamo a 1000, bravi fessi:-
Ora un’atto concreto rivoluzionario possiamo farlo. Certo comporta sacrifici e non risolverà nell’imminente la situazione di crisi ma dobbiamo riappropriarci della nostra intelligenza collettiva, per scendere nelle piazze a costruire relazioni, aiutarci reciprocamente senza badare a tutte quelle divisioni che da decenni vogliono descrivere un mondo fatto da esseri differenti e in perenne lotta. Le nazionalità, le religioni, le classi sociali, le caste, il colore, i dialetti sono tutti strumenti che vengono usati ad hoc per controllare gli abitanti di questo mondo e costringerli alla lotta reciproca, mentre invece chi dirige tutto questo, sulle spalle delle vittime inconsapevoli, aumenta e convalida sempre più la propria posizione di potere. Fate girare tra le chiacchiere di qualsiasi Bar, che ormai questa logica di Dividi et Impera non funziona più ed è giunto il tempo di agire. Se si smette di farci la guerra a vicenda e ci concentriamo sulle reali cause delle differenze, e dei divari, ci accorgeremmo che è solo una questione di soldi……e spesso non sono in discussione i nostri ma bensì quelli di tutti quei privilegiati che da posizioni di potere e governo giocano con le vite di tutti quanti gli altri. Togliete a questi il potere dei loro denari e ritorneranno in un batti baleno uomini normali come gli altri, costretti a mettere la loro fisicità e le loro abilità al servizio di tutti. Con questo mio scritto non stò teorizzando la rivolta  e non voglio incitare nessuno alla violenza…non mi passa nemmeno per la testa di suggerire di rialzare ghigliottine o capestri: quel tipo di lotta non serve altro che a causare morti e dolore. Bisogna colpire il soldo con le sue stesse armi: opporre ad una economia basata sul denaro un’altra basata sullo scambio e questo è già un Atto profondamente rivoluzionario. Per BAR ATTO non pensiate che mi stia semplicemente riferendo al puro e semplice scambio di oggetti…..visto in tal modo non offre grandissime differenze dal sistema economico gia applicato, ma se in una comunità che si consideri e agisca come tale, tutti applicassero questo sistema di scambio anche in funzione solidalistica di condivisione delle proprie abilità, capite bene che non ci sarebbe bisogno di scalatori sociali e governanti in una società  in grado di autodeterminarsi, aiutarsi, dialogare e autocontrollarsi. La stessa comunità si porrebbe a difesa di se stessa ma non ce ne sarebbe bisogno. Alla base di tutta questa mia apparente farneticazione c’è il RISPETTO dell’individuo, dell’ambiente, delle usanze, del territorio…..ci vorrebbe insomma una profonda diffusione della cultura del rispetto. Non quindi AMA IL PROSSIMO TUO COME AMI TE STESSO ma bensì RISPETTA TE STESSO, TUTTI GLI ALTRI ESSERI VIVENTI E IL PIANETA CHE TI HA CONCESSO LA VITA: l’amarlo ne diviene una conseguenza.  E’ per questo che ritengo che riappropriarsi del dialogo e del confronto agendo secondo spirito di solidarietà sia una azione veramente rivoluzionaria. Non dobbiamo temere di riappropriarci dei nostri spazi e dei luoghi in cui viviamo. Scendere nelle piazze per incontrare gente e parlare  con i nuovi nostri vicini di casa , differenti o no che siano, questo è ciò che nessuno di quelli a capo di questa crisi mondiale si auspica succeda. Loro sanno che la nostra unione è la loro fine.
Ogni piccola o grande azione, che sia nella direzione giusta di unificare i popoli e le genti, creando occasioni di incontro, confronto  e dialogo, risulta un colpo al cuore del sistema di controllo di questi  grandi e potenti affaristi. Compito di tutti sarà informarsi, divenire consapevoli di quello che succede attorno a noi, essere attivi  nel nostro piccolo: perchè alle basi di questo cambiamento c’è l’azione o la non azione di ognuno di noi, e qui sta la nostra scelta.
Detto questo e gettato nel web il mio sfogo, sono qui anche per invitarvi ad un’azione concreta, se pur piccola. Un’occasione per iniziare a prendere delle decisioni e ad agire in concreto. Domenica 14 ottobre ad Oderzo, un paesino o  cittadina, scegliete voi come definirla, della provincia di Treviso, si terrà il secondo appuntamento con il BARATTO: penso che non sia ora il caso che vi spieghi perchè sarà importante esserci e attivarsi. KANTIERE MISTO sarà in Piazza Castello dalle 10:00 alle 18:30 e assieme a noi, troverete: I GAS (gruppi d’acquisto solidale),la bottega equosolidale ALTRO MERCATO, le associazioni IL CERCHIO APERTO, SPAZIO ZERO, GIOVANI PER ODERZO,
OLTRE L’INDIFFERENZA( quest’ultimi inoltre presenteranno il progetto solidale, destinato ai portatori di Handicap e alle loro famiglie, denominato “CASA MIA”).

VENITE A TROVARCI E SCENDETE IN PIAZZA CON NOI!.
INIZIATE A SBARATTARVI DI TUTTO!
USCIRE DALLA CRISI PUO’ ESSERE POSSIBILE, SE LO SI FA’ INSIEME!

MO-IRA

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