Sabato 21 e domenica 22 febbraio a Conegliano nel parcheggio di via Pittoni torneremo a parlare di graffiti e Street Art.
Urbanite si chiama il progetto che riporterà writer e artisti a colorare le pareti perimetrali del Park Pittoni. Ultimamente questo non luogo e finito sotto i riflettori delle cronache. I giornali hanno portato alll’attenzione dell’opinione pubblica il degrado in cui versa l’intera area e il pericolo come incubatore di criminalitá latente nel centro cittadino. Molti però non sanno che questo parco e i suoi muri raccontano una storia: quella dei Graffiti a Conegliano, nel Veneto e in Italia. Nel 1996, l’Electrolux, l’amministrazione pubblica dell’epoca e il neonato progetto giovani, risposero alla richiesta di alcuni ragazzi, uno in particolare con tenacia attese permessi e via libera per giorni e diede inizio alla vita di quella che diventerà poi la Hall of Fame di Conegliano. Noi, ragazzi ormai cresciuti, l’abbiamo sempre chiamato “Il Parko”. Negli anni questo parcheggio ha visto passare molti artisti, nazionali e non, e alcuni di questi sono cresciuti e sono diventati personaggi importanti del panorama artistico contemporaneo internazionale. Volendo citare alcuni nomi, le pareti del Parko hanno ospitato lavori di: Etnik, Joys, Made, Peeta, Dado, Mambo, Draw, Boost, Soda, Sparky, Skah, Dater, Aroe, Storm, Nychos, Sobek, Chcis, Rifle, Secse, PG Slis, Webster, Nears, Zap, Smile, Shireiko, Ken, e molti altri. Le pareti di quello che era il vecchio stabilimento Zanussi sono state palestra quando noi giovani artisti, della Cremeria Art Group muovevamo i nostri primi passi, sono diventate poi galleria d’arte a cielo aperto per alcuni è per altri luogo per procacciarsi i primi lavori. Negli anni molte sono le opere che sono state realizzate sui 750 mq di questo spazio legale, luogo di fama e di confronto tra esperti e neofiti. Molti sono i messaggi lanciati dal cemento di quelle pareti: nel 2001 venne eseguito anche un lavoro per Amnesty International sul tema di quell’anno: la tortura.
Dopo la morte prematura, nel 2005, di Graziano “KEN” Maso, valente artista de La Cremeria, storico gruppo che gestiva tale spazio fin dall’inizio, il Parko è stato trascurato e abbandonato a se stesso per anni: salvo saltuari interventi, ad opera di alcuni volontari, che ne hanno tenuto vivo il ricordo e lo spirito.




