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le malattie esistono……….. IPPOCRATE e il Dottor Ipocrita: ovvero quando il medico rifiuta la cura!

Debbo ammettere che passare due giorni a letto con una delle influenze peggiori che tu abbia preso nella tua vita finora, cambia un sacco le convinzioni che si possono avere in tema di diritto alla salute e sanità pubblica.

Devo essere sincero che questo post lo stò scrivendo anche un pò per passare il tempo, tra un’episodio di crime-series e l’altro, un giro di termometro sotto l’ascella, tra pezze fredde, sciroppi e compresse di paracetamolo. Il peggio sembra passato, l’altra notte 39,7 segnava lu tèrmo-mètro, oggi posso forse dire di essere fuori dal tunnel, ma non è stata una passeggiata…….ho sudato 7 dico 7 camice per venirne fuori e credetemi non è un eufemismo.

Ma veniamo al post….che pur trovando un loop nelle mie condizioni di salute poco centra con esso, se non indirettamente forse!

La notizia che vi voglio sottoporre è  questa:

Sieropositiva, cura negata «Discriminata dal dentista»

certo noterete subito una volta click-ato qui sopra che l’articolo riguarda avvenimenti accaduti più di un’anno e mezzo fà e nell’hinterland di Venezia. Vi domanderete allora perchè tirare fuori dal cilindro un coniglio ormai morto e rinsecchito?

Beh il fatto è che ignoranza e stupidità non mancano mai di essere ben distribuite in un  territorio e capita quindi che certe spiacevoli vicende si ripetano anche a km ed ad anni di distanza.

E’ questo il nostro caso.

Noi di Kantiere dopo aver partecipato per due anni alla giornata mondiale contro l’AIDS (HIV) non  potevamo chiudere gli occhi far spallucce e girarci dall’altra parte: quindi semi febbricitanti lanciamo questo post sperando che la nostra denuncia abbia qualche seguito.

Un paio di settimane fà una nostra cara amica, di cui per questioni di privacy non faremo il nome, si è rivolta ad un “IPER” Studio Dentistico di Oderzo per fissare un’appuntamento per una normale pulizia dei denti di routine. L’ “IPER” dentista, suggeritogli dal fratello per l’economicità e la “bravura” ( qualità non sempre abbinate a proposito), è fornito di una segretaria che come molti studi prende gli appuntamenti e fa da mediatore tra il medico e il paziente.

La segretaria come al solito svolge un preliminare colloquio con il paziente, pone le domande e compila il modulo per l’appuntamento fissandolo per il 31 di gennaio.

Ora fin qui tutto sembra normale e , a dir la nostra, sembra anche normalissimo che la paziente comunichi, fidandosi della validità del segreto professionale, la propria patologia: in questo caso la sieropositività e di essere in cura.

Passano i giorni, la vita della nostra procede di routine tra terapie, impegni quotidiani ed altro, questo fino al 30 gennaio quando attraverso una telefonata, una voce da segretaria le comunica di non presentarsi l’indomani all'”IPER” Studio in quanto non vi vengono prese in cura persone con tali patologie……. ( però se uno con l’epatite si fà curare ,senza dirvi niente e paga va ben lo stesso).

La comunicazione lascia la nostra amica senza parole…..e allora decidiamo di fare  chiarezza e vedere se questa rifiuto può essere accolto oppure no…..cercando in rete veniamo a sapere che questo non è l’unico caso ma anche che la prassi dei dentisti di non prendere in carico pazienti sieropositivi è diffusa pure all’estero.

Trovo in rete anche questo articolo http://blog.dentaltrey.it/linee-guida-seguirle-per-effettuare-cure-sicure-su-persone-affette-da-hiv/# che, per sintetizzare, pone  in essere la questione suggerendo anche buone prassi per la cura da suggerire ai tecnici odontoiatri e conclude dicendo:

  • Le competenze necessarie per il controllo dell’infezione crociata e LG sono quelle comuni a tutti i pazienti, in parte a rischio di patologie infettive/deficit immunitari.8
  • Giustificazioni del tipo «non siamo attrezzati a cure dentali a persone con HIV», in genere non sono sostenute da ragioni scientifiche e dovute a incomprensibili e specifiche necessità di precauzioni troppo costose o stigma.13-15,36
  • È possibile curare persone affette da HIV+ senza pregiudizi, paure e discriminazioni, ma consapevoli della loro vulnerabilità immunitaria.5,21-24
  • In generale, le persone sieropositive per HIV sono particolarmente attente alla loro salute e al loro stato parodontale; quindi potenziali “buoni” pazienti alla ricerca di cure odontoiatriche “sicure”.

Tuttavia, temono di dichiarare il loro stato, spesso sono ansiosi e si chiedono15:

  • Questo studio odontoiatrico è preparato a curarmi?
  • Viene garantita la Privacy del mio stato?
  • Perché non mi hanno dato la mano e guardato negli occhi?
  • Perché mi discriminano, rimandando l’appuntamento, usando procedure supplementari (doppio guanto, disinfettanti profumati) o curandomi dopo tutti gli altri?

Curare (anche ricorrendo all’implantologia) persone HIVo con altri rischi, seguendo le LG  e buone prassi, è un obiettivo imprenditoriale da non ignorare. Gli operatori odontoiatrici devono essere esperti e capaci di comunicare (verbalmente e non verbalmente) in modo chiaro, efficace e nel rispetto della Privacy. ”

Si insomma come potete vedere non sembrerebbero esserci dei buoni motivi per rifiutare un paziente HIV + ….a maggior ragione senza approfondire un quadro clinico dello stesso.

In tal caso la paura di un’improbabile infezione (non essendoci evidenze statistiche) paziente dentista, scoraggia chi si infila in questa prassi di rifiuto e noi siamo qui a ricordare che nun se fa! Vi sembra giusto nascondersi dietro una telefonata e una povera segretaria, costringendola a raccontare balle per voi “IPER” dentisti del Kaiser s.?

Mettiamoci pure che la persona affetta da HIV, conoscendo lo stigma  di cui è portatore, con difficoltà mette “in mostra” la propria patologia e se lo fà con un medico è perchè si vuole fidare e ha fiducia in un sistema sanitario. Tradire così le sue speranze e aspettative di cura vuol dire venir meno anche a un giuramento, quello di IPPOCRATE che Chirurghi e ODONTOIATRI prestano prima di iniziare la professione.

Un passo della versione aggiornata dalla  Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri il 23 marzo 2007 dice esplicitamente così:

  • di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;

Noi speriamo che chi presta un tale giuramento, si ponga anche una questione di tipo etica e non valuti la carriera solo in termini di profitti e n. di pazienti. Siamo certi anzi che gli “IPER” dentisti non costituiscano la regola e che il nostro sistema sanitario sia ricco di esempi virtuosi di buona sanità. Sarebbe però ingiusto nei confronti di tutti gli altri che lavorano e svolgono bene la professione medica, non denunciare  l’operato di chi nascondendosi nel mucchio opera con con poca serietà e molta IPocrisia. A maggior ragione sarebbe poco corretto non segnalare la cosa ad altri futuri pazienti e per quelli che lo sono già potrebbe fargli aprire gli occhi e far capire meglio con chi hanno a che fare.

Noi qualche indizio di quale “IPER” studio sia lo abbiamo lasciato ….seguite le pagliuzze e troverete il tesoro!

La nostra cara amica invece, penso che sceglierà vie meno morbide per far valere i suoi diritti costituzionali ( art 32)

Pace

 

 

 

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