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dalla parte di chi…… In memory of ZEINAB

 

zeinab

questo è il volto di una condannata a morte, giustiziata all’alba del 2 ottobre a Urmia  nell’ IRAN nord occidentale, il suo nome era:

ZEINAB SEKAANVAND.

 

 

Potrei adesso scrivere qui di seguito, qualcosa contro “l’istituzione” della Pena di Morte, o potrei dire anche due parole sui totalitarismi, sull’IRAN e sulla cecità che il fondamentalismo culturale e il radicalismo religioso causano alla gente.

Potrei anche scrivere qualcosa in difesa delle donne e in qualità di uomo ritagliarmi addosso un’abito da femminista che mi starebbe stretto e male.

Non sono qui a scrivere con lo scopo di sollevarmi la coscienza o puntare il dito su qualcuno, il mio semplice scopo è ricordare ZEINAB.

Qualcuno potrebbe domandarmi se la conoscevo personalmente, a tutti questi rispondo semplicemente di NO.  La seconda domanda che mi si potrebbe porre è perché lei e non un’altro condannato……visto che ce ne sono tanti nel mondo destinati alla pena capitale e che quel’ “istituzione” sopra citata dimostra di godere di buona salute in varie parti del mondo (anche in paesi che definiamo “democratici”).

Vado quindi a spiegare cosa mi spinge a questo post e ad “usare” la sua immagine.

Per prima cosa è mio dovere dire chi era ZEINAB SEKAANVAD:

Zeinab Sekaanvand Lokran, era una ragazza Curdo-iraniana di 22 anni. Nata in una famiglia povera e molto conservatrice, decise di scappare sposandosi a soli 15 anni con Hossein Sarmadi. Per lei quest’uomo rappresentava  l’unica via di uscita da una vita inaccettabile, ben presto però lui divenne il suo aguzzino. Zeinab denunciò più volte i maltrattamenti agli organi competenti, ma non venne ascoltata: non fù presa nessuna misura  per tutelarla e non fu aperta nessuna indagine a carico del marito. Chiese il divorzio e non solo non le fù concesso, dal suo “coniuge”, ma venne anche rifiutata dai propri genitori quando tentò di tornare a casa. Sola e senza altra via per difendersi ed interrompere la sua prigionia, Zeinab secondo chi la giudicò colpevole, scelse una via più tragica e definitiva. Nel 2012, a due anni dal matrimonio fù accusata di aver accoltellato ed ucciso suo marito.   Da qui in poi la vicenda si colora di grigio……diventa fosca confusa…. esiste una sua confessione……ottenuta dalla polizia dopo 20 giorni di fermo con interrogatori e torture da parte degli agenti e senza nessuna assistenza legale. Per molti mesi infatti, durante la detenzione preventiva, le fu negata la possibilità di contattare un’avvocato e solamente durante l’udienza finale gliene fu offerto uno d’ufficio.

Tentò di ritrattare la confessione, denunciando il fratello del marito che lei stessa accusava di averla violentata per anni…… raccontò che la decisione, di confessare ed accollarsi tutta la colpa, era maturata dopo che il cognato aveva promesso di perdonarla in pubblico davanti alla giuria e salvarle così la vita evitandole la pena capitale ( in Iran i parenti delle vittime di omicidio possono concedere il perdono all’assassino e accontentarsi di un risarcimento).  La giuria non tenne minimamente conto della cosa e si basarono solo sulla confessione estorta in assenza di un’avvocato. La sentenza di pena capitale fu emessa il 22 ottobre 2014.

La pena di morte ha indubbiamente i suoi sostenitori  e i suoi oppositori e in questo post non sta a me risolvere questa discussione  e venirne a capo. Posso schierarmi con gli uni o gli altri o decidere di affrontare la cosa solo da un punto di vista umano a seconda delle circostanze.

Nel caso di Zeinab umanamente parlando, non me la sento di schierarmi tra i carnefici. La sua vita non è stata facile, e la sua sfortuna è cominciata nel nascere nel posto sbagliato e forse nella famiglia sbagliata. Sono dispiaciuto per quanto ha dovuto subire nella sua breve vita e questo piccolo post è solo una minima cosa, un gesto di solidarietà , a mio avviso dovuto, da parte di un’altro essere umano che ha avuto più fortuna di lei.

In questa epoca di crepuscolo in cui l’inciviltà e la violenza minacciano la pace nel mondo e la convivenza tra i popoli NON DOVREMMO DIMENTICARCI della nostra UMANITA’ e dovremmo cercare di accogliere e comprendere le motivazioni dell’altro.

ZEINAB era una ragazza giovane che voleva vivere la sua gioventù, che voleva amare ed essere amata e se veramente le circostanze l’hanno portata a decidere di ricorrere ad una drammatica decisione, uccidendo il suo carnefice, questa sua scelta è conseguenza di di altre che non ha potuto sempre fare liberamente.  Aveva solo 15 anni quando ha dovuto sposarsi era solo una ragazzina e doveva rinunciare alla sua libertà per guadagnarne un’altra, quella dalla sua famiglia.

Ha creduto in quell’uomo gli ha ceduto il suo cuore e poi quando si è accorta di chi aveva sposato, ha visto in un sol colpo volare via la sua innocenza e la speranza di una vita migliore.

Comprendere le circostanze, capire la componente umana che c’è in ogni storia…..questo può aiutare a vedere la cosa più chiaramente e la verità è che ZEINAB non ha mai potuto scegliere ed è la prima vittima di tutta questa faccenda.

ZEINAB NON ERA DIVERSA DA OGNI ALTRO ESSERE UMANO. ERA UNA DI NOI, ERA COME NOI e come Ogni essere umano messo con le spalle al muro, senza via di scampo, se aggredito si difende  e lo fa con tutta la forza che ha, anche se residua.

Non voglio ora che si pensi che giustifico l’omicidio, dico solo che potrei comprendere le motivazioni che l’hanno spinta a compiere quel gesto, se davvero è stata lei ( e di questo personalmente ne dubito).

Per concludere, per spiegare cosa mi ha spinto a scrivere questo post, dirò che la mia motivazione è data dall’atmosfera di  silenzio e di tranquillità che ho percepito nella rete dopo aver condiviso  su FB, il post che riportava la notizia della sua esecuzione.  Mentre la rete e il faccia libro esplodeva con commenti e articoli sulla distruzione della tela “Girl whit balloon”  ad opera dell’artista , attivista, e burlone BANKSY, incensandolo come il nuovo Da Vinci o Copernico dell’arte, la notizia dell’esecuzione di ZEINAB è passata nella più totale indifferenza da parte del grande pubblico.  ZEINAB se n’è andata in silenzio come aveva vissuto, nessuno la sentita urlare la sua voglia di libertà o gridare contro le violenze subite o esalare l’ultimo respiro durante un’ingiusta esecuzione.

Per la maggior parte dei fruitori della rete la sua storia è una tra tante, l’ennesima ingiustizia perpetrata da un regime o da un tribunale ingiusto, inumano aggiungerei.  Per tutti quelli che osservando il titolo del post, sono passati oltre senza approfondire ZEINAB è un’araba , mussulmana come tante altre, magari criminale e che ha forse avuto anche la giusta pena! O potrebbe essere solo l’ennesimo agnello sacrificale immolato all’altare dell’ignoranza e dell’inciviltà. In entrambi i casi comunque la si voglia vedere, della sua morte possiamo non farcene una colpa…………… non dipende da noi, non ci potevamo fare niente…..  Secondo la mia personale opinione non è proprio così facile pulirsi la coscienza.

Quando preferiamo fare un click su una notizia piuttosto che un’altra ci prendiamo la responsabilità di dire cosa è importante e cosa no…….se non altro per noi. In quel momento prendiamo una posizione e condividendo la notizia con altri la nostra opinione diventa manifesta contribuendo alla costruzione di una coscienza collettiva.

Essere coscienti di questo vuol dire riconoscere a se stessi e alle nostre scelte un ruolo nel cambiamento di questo mondo, nel bene e nel male, per piccole che siano le nostre azioni.

La morte di ZEINAB riguarda tutti noi e il nostro futuro e riguarda anche le vite di tutti quelli che hanno condiviso il post che parlava della distruzione del quadro di BANKSY.

Erano cosi presi da quella notizia, dal valore economico di quella provocazione e dal cercare un’immagine, un video, un’indiscrezione in più sulla distruzione, sotto gli occhi di tutti, dell’immagine “GIRL WITH BALLOON”  che non prestavano attenzione al fatto che ZEINAB…..  la vera ragazza col palloncino a forma di cuore era morta nel silenzio più assordante.

E con questo ho detto tutto.  R.I.P.  Zeinab Sekaanvand Lokran.

 

 

 

 

 

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