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MARCO CAVALLO LIBERA TUTTI! M M M Ma Marco chi? ( Basaglia Hasta Siempre!)

Oggi mi sento un po’ meglio e mi dole meno la capa….. sarà forse per il week end impegnativo che mi sono lasciato alle spalle o forse per la maggior leggerezza di pensieri che mi riempe la testa dopo aver liberato ieri, all’ospedale psichiatrico Re Vittorio Emanuele III  di Granzette di Rovigo, un’idea che mi frullava nella mente da mò.

L’argomento trattato è purtroppo ancora molto attuale: la malattia psichiatrica!

Come associazione siamo da anni attenti e coinvolti in iniziative che ci hanno permesso di toccare questa realtà e sappiamo bene quanto lo stigma segni la vita di chi  ne è colpito e i suoi familiari. Franco Basaglia fu un medico illuminato che permise di svelare quanto succedeva all’interno dei nosocomi psichiatrici, i cosi detti manicomi. Grazie all’azione di persone illuminate come lui si sono aperte le porte e si è dato il via ad un processo di liberazione di persone che vivevano rinchiuse in strutture nelle quali dignità e rispetto non sempre erano principi riconosciuti. Per merito della legge che porta il suo nome, ” la legge Basaglia”, si potè iniziare a chiudere queste strutture, ricollocando i pazienti in ambienti più dignitosi e aperti riconsiderando il paradigma legato alla malattia psichiatrica e proponendo nuovi approcci alla cura e all’assistenza dei malati.

Purtroppo oggi giorno le strutture psichiatriche non sono scomparse del tutto, anzi hanno cambiato forma e nome.  Anche se negli anni si è fatto molto per migliorare le condizioni di vita di questi malati  è ancora  molto lunga la strada da fare.

Il recupero di spazi come S. Artemio a Treviso e Re Vittorio Emanuele III  di Granzette di Rovigo, costituiscono un modo importante per riconsegnare ad un territorio dei piccoli pezzi di storia, anche se triste direi. L’obbiettivo è quello di non dimenticare il dolore e la sofferenza che vi albergava ma di restituire dignità a questi posti rendendoli fruibili e di nuovo vivi. Certo non si deve correre il rischio di renderli parchi giochi trasformandoli in spazi privi di una propria identità e memoria ma nemmeno lasciarli al declino inesorabile e all’abbandono per preservarne il ricordo malinconico della storia passata.  Il recupero inoltre di questi luoghi è un fatto dovuto. Per onorare anche quanti hanno toccato con mano il dramma della malattia mentale e non dimenticare un’epoca in cui il così detto matto, era anche chi non veniva incluso nella società o era considerato diverso semplicemente perché non rispondeva ai canoni di normalità  del proprio tempo.

Oggi giorno accade purtroppo ancora che l’emarginazione sociale colpisca chi magari solo nell’apparenza o nel modo di pensare o agire vive la propria vita fuori dagli schemi ordinati e comunemente accettati dall’opinione pubblica. Ancora oggi lo strano viene additato come matto o come persona con problemi mentali, non parliamo poi degli artisti che per stereotipo vengono tutti additati come pazzi… ( e noi ne sappiamo qualcosa!).

La cosa grave che succede però oggi è che le vittime di questa schizzofrenica voglia di controllo e omologazione al pensiero dominante… sono spesso  i ragazzini più giovani. Questi vengono prematuramente avviati a percorsi di cura farmacologica in età sempre più precoce.

Le diagnosi di ADHD (sindrome di iperattività e deficit di attenzione) e ASD (autismo) sono in aumento di anno in anno e capita a volte che bambini che una volta si consideravano con “L’ ARGENTO VIVO” addosso vengano instradati, da un sistema scolastico spesso non adeguato alle loro istanze, ad una vita da malato di mente. Quello che succede è gravissimo anche perché coglie le famiglie impreparate ad affrontare queste situazioni ed i genitori più sprovveduti e meno determinati si ritrovano con un figlio ingabbiato e stritolato dal sistema sanitario e scolastico a cui preme in primis tutelare la tranquillità e la stabilità delle istituzioni e della maggioranza degli studenti  a scapito dei giovani alunni  più bisognosi di attenzione!

A questi ultimi, i ragazzi dal ARGENTO VIVO addosso, è dedicata la mia opera ” MARCO CAVALLO LIBERA TUTTI” realizzato domenica 3 marzo sui pannelli dell’Ospedale psichiatrico  di Granzette di Rovigo.

Per chi non comprendesse l’opera allego la mia descrizione:

“L’opera presenta una sequenza di azione e movimento Equestre. Il soggetto rappresentato nelle quattro pannellature si ispira al Personaggio,Scultura e Macchina Teatrale “icona” della lotta etica, sociale, medica e politica a favore della legge sulla chiusura dei manicomi, la cosiddetta Legge Basaglia del 1978.
Marco Cavallo è una scultura di legno e cartapesta in forma di “installazione” realizzata nel 1973 all’interno del manicomio di Trieste da un’idea di Giuseppe Dell’Acqua, Dino Basaglia, Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia. È considerata un’opera collettiva realizzata con il contributo dei laboratori artistici creati all’interno della struttura nosocomiale da Franco Basaglia, allora direttore dell’Ospedale Psichiatrico. I pazienti allora reclusi fornirono un contributo progettuale ed ideale alla realizzazione dell’opera e Marco Cavallo divenne il simbolo delle loro istanze di libertà, liberazione e riconoscimento della loro dignità di persone, fino ad allora negata.
La scultura prende il nome da un cavallo realmente esistito nel 1972 nel nosocomio di Trieste e divenuto cosi importante come mascotte da essere salvato dalla macellazione, da una richiesta presentata dal personale e dai pazienti, al presidente della provincia dell’epoca.
Ricordando Marco Cavallo l’intento è quello di rendere omaggio alla memoria di coloro che hanno vissuto il luogo di dolore e cura che ha rappresentato il Manicomio di Granzette, ricordando un simbolo della lotta per i diritti, la liberazione e la dignità dei pazienti psichiatrici.
Oggi come oggi Marco Cavallo è un simbolo purtroppo ancora attuale: lo stigma della malattia mentale è ancora molto presente e diffuso. La scena equestre presenta per tale motivo un’azione di scalcio, disarcionamento e nitrito di protesta in quanto Marco Cavallo è chiamato di nuovo a combattere per diritti e dignità. Nella trasposizione sui pannelli il colore di sfondo Argento propone una chiave di lettura per la nuova battaglia a cui è chiamato l’eroe equino: Argento Vivo.
Così erano chiamati i bambini più agitati ed irruenti un tempo, oggi questi sono spesso definiti problematici o erroneamente Adhd ed avviati troppo velocemente e precocemente a percorsi farmacologici di cura senza tener conto dei loro diritti e di quelli dei loro familiari. Per questi Marco Cavallo scende di nuovo nell’arena scalciando e protestando per difenderne la dignità e libertà.
Altra particolarità dell’opera è che tra le quattro immagini in sequenza è presente un particolare di zampe apparentemente in quiete, a voler rappresentare tutti quei cavalli non ancora in movimento ma scalpitanti per le prossime battaglie”

Io domenica ho liberato il mio “MARCO CAVALLO” personale  perché rammenti un epoca passata, rivendicando l’identità e l’appartenenza di quel luogo alla storia di tutti gli abitanti di quel territorio.  Il suo disarcionare e scalciare spero possa essere di sprono a proseguire la lotta per la libertà e la dignità di chi ha problemi mentali e di quelli che sono additati come matti dalla società: una battaglia che ancora non si è conclusa e che anzi chiede oggi ancora più attenzione, vigore e coraggio.

“Aprire l’Istituzione non è aprire una porta, ma la nostra testa di fronte a “questo” malato… (da Lezione agli infermieri, Trieste 1979; Franco Basaglia)”

1979_-_BasagliaFoto800

A conclusione di questo lungo post, i miei personali ringraziamenti come artista (SPAZIO-LAC) vanno all’Associazione Jeos per avermi coinvolto nell’iniziativa di domenica 3 marzo, offrendomi l’occasione  di liberare la mia idea e permetterle di  raggiungere la gente che visiterà quel posto. Un ringraziamento va anche all’associazione “I luoghi dell’abbandono” per aver organizzato l’evento in questione e per la responsabilità dimostrata nel voler prendersi cura del posto, esponendosi come succede sempre sia a lodi che  a critiche che a polemiche spesso sterili.

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