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Sottopassaggio del Brandolini: esempio virtuoso di cittadini attivi!

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Il guardiano del sottopassaggio

Il caso del sottopassaggio del Brandolini!

La maggior parte dei cittadini opitergini conosce il sottopassaggio del Brandolini per vari motivi: il sottopasso collega il centro città e la stazione ferroviaria alla zona residenziale adiacente alla Pizzeria Mamà e al Collegio Brandolini;  è una delle  vie d’entrata alla città archeologica di Oderzo; è il luogo informale d’incontri dei giovani; è galleria d’arte a cielo aperto utilizzata per selfie e shooting fotografici ed è la hall of fame per i writers.

E’ uno dei sottopassaggi pedonali più frequentato,  infatti gli studenti del Collegio lo frequentano per necessità; i ciclisti passano come saette durante tutta la giornata per andare in centro a fare acquisti; i pedoni lo percorrono in passeggiate da e per Oderzo  e i giovani lo frequentano come se fosse una zona franca.

Questo “non luogo” è diventato negli anni uno spazio importante, sicuro e pulito oltre ad essere anche visitato  grazie ai Murales e ai  graffiti presenti. Infatti,  grazie, dal 2013 dell’intervento dei volontari dell’associazione Kantiere Misto, il “non luogo” è stato  riqualificato con disegni e scritte colorate, cambiano completamente veste e percezione del  sottopassaggio!non luogo I volontari dell’associazione oltre ridipingerlo regolarmente, si occupano anche, di ripulirlo dalle immondizie gettate al suolo dai visitatori e passanti;  ripuliscono anche gli scarichi, sporchi di foglie e terra, in modo tale da permettere lo scorrere dell’acqua piovana; tengono in ordine lo spazio soprastante nel quale regolarmente fanno giardinaggio ed hanno anche creato un orto sinergico usufruibile da tutti.  Tutte queste sono attività di partecipazione attiva alla “vita politica” (da polis) e sociale della propria città, vissuta come habitat cosmopolita e nel rispetto del  bene comune.

“Fare le pulizie nel sottopasso è per noi un’azione di cittadinanza attiva” afferma un volontario, mentre un’altro ribadisce:  “molte persone ci ringraziano per gli abbellimenti dei muri e rimangono stupiti, quando ci vedono con scope e sacchi dell’immondizia in mano, mentre puliamo: ci ribadiscono che questo è un compito che dovrebbe essere svolto dai netturbini….” La filosofia e le azioni dei volontari non concordano con queste affermazioni e sono convinti che  rispettare le strade, i sottopassi, i parchi, le aiuole e luoghi pubblici è un dovere di tutti i cittadini e chi non lo fa, è semplicemente maleducato ed irrispettoso verso il bene comune. Infatti sottolinea il portavoce dell’associazione: ” Metaforicamente  pulire qui è come riparare la finestra rotta di casa propria! Nessun buon padre di famiglia lascia casa propria con finestre rotte o piena di sporcizia.”teoria della finestra rotta 

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Amare la propria città significa prendersene cura anche quando l’amministrazione non può farlo ed è così che l’associazione pratica la cittadinanza attiva, dando esempio e dimostrando coerenza con il proprio codice etico. Coinvolge i propri volontari, non solo per dipingere, ma anche nel tenere pulito ed in ordine un luogo troppo spesso dimenticato! “La città bisogna viverla; le azioni di educazione ambientale e di educazione civica si insegnano e si trasmettono con l’esempio e con la volontà del fare!” afferma il presidente.  A volte è necessario compiere azioni incisive per far comprendere che la città è di chi la vive, non è solo di chi l’amministra o di chi la sfrutta o di chi la imbruttisce, ma è soprattutto dei cittadini che la rispettano e la amano anche pulendola. Sono finiti i tempi di demandare alle istituzioni o a ” entità non definite” di prendersi cura del bene comune, appunto è comune quindi di tutti e bisogna farsene carico insieme, ognuno ha il dovere di contribuire a rendere la propria città piacevole, tranquilla ed accogliente. La ricetta è facile non chiudiamoci nelle nostre case, ma allarghiamo i nostri orizzonti nelle strade, nei quartieri, nelle piazze, nei parchi ecc

E’ ora di riappropriarsi degli spazi cittadini  e rifiutare l’abbandono delle zone degradate, sia in centro che in periferia; la teoria della finestra rotta si combatte giorno per giorno riparando le finestre e non abbandonando l’edificio.

Wal-Balena

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